" L'Associazione 16 Luglio 2007:per non dimenticare" è nata all'indomani della tragedia del Molino Cordero avvenuta appunto il 16 Luglio 2007 alle ore 14,35 e voluta in massima parte dai dipendenti superstiti dell'Azienda devastata .
Oggi siamo 90 soci distribuiti in tutta la Provincia.
Una tragedia che ha lasciato sul campo 5 morti e 11 orfani...11 orfani che piangono i loro padri

Da allora, l'impegno a voler ricordare i compagni morti in quella circostanza ha portato molti colleghi a voler costituire un'associazione che ricordasse e allo stesso tempo aiutasse le famiglie superstiti e a volere che il sottoscritto presiedesse tale organismo. Innanzitutto vorrei ricordare attraverso questo sito chi oggi non c'è più dopo tale disgrazia. E il ricordare gli amici scomparsi, rappresenta un'importante seppur triste pausa di riflessione.
Da una parte, il ricordo rafforza il senso di vuoto che proviamo,dall'altra fa rivivere la memoria di una figura , di più figure a noi care e ci fa meditare. Questo hanno fatto i compagni di lavoro di Valerio,Mario,Marino,Massimiliano e Antonio invitandomi a esprimerlo a voi oggi.
Non vogliamo ricordare una tragedia- mi hanno detto-, ma amici che con noi hanno condiviso il lavoro, il lavoro duro del Mulino che nel tempo si è modificato e si è reso meno pesante.

Con dinnanzi a noi tante tute da lavoro vorremmo innanzitutto ricordare l'impegno professionale profuso da Valerio Anchino,Marino Barale, Mario Ricca, Massimiliano Manuello,Antonio Cavicchioli, nei riguardi di questo opificio dove l'antica arte del mugnaio, in parte , ancora di tipo manuale richiede una mente sveglia e un cervello fino nel coordinare tutto l'operato.

VALERIO ANCHINO l'indiscusso capo-mugnaio, l'uomo che coordinava il ciclo produttivo con saggezza e comprensione nei confronti dei suoi amici. Di Maddalene dove viveva con la madre e il fratello.
Una roccia d'uomo con gli occhi penertranti che sapeva gestire quel lavoro particolare, qual è quello di macinare grano perché poi diventi farina e pane, ma che sapeva anche essere vicino alla madre nei lavori più umili quali quelli domestici. Uomo fedele e preciso nei suoi impegni: spaccava il minuto nel consegnare un carico di crusca all'allevatore di turno o nel far tirare la farina macinata, con il cuore sempre pieno di serenità e di silenzio.


MARIO RICCA l'autista preciso delle cisterne di farina sempre in attività, quasi frenetica in questo cortile ormai silente dove si muoveva talmente rapido da non riconoscerne la figura se non per quel cappello bianco che portava in capo Preciso nei carichi, tanto che quel giorno, accertato che il carico superava di qualche quintale la portata, in modo scrupoloso aveva scaricato il di più .Pochi quintali, pochi attimi che gli sono costati la vita. Di Fossano ormai naturalizzato a Murazzo era in moto perenne, quasi frenetico nel dedicarsi a questa o quest'altra incombenza il tutto a favore di quella bella famiglia che aveva messo su proprio a Murazzo. Un lavoro duro e pericoloso quello dell'autista , dove una manovra incauta poteva arrecare danno ad altri e la strada irta di pericoli poteva in ogni attimo distruggere i progetti della vita futura, l'amore per la moglie i figli e i suoi cari.


MARINO BARALE era di Robilante ed ogni giorno faceva il pendolare per dare sostentamento alla propria famiglia. Faceva il Mugnaio da una vita, gia a borgo S.Dalmazzo da dove si spostò dopo la chiusura di quel Mulino e la sistemazione qui a Fossano. Quel giorno voleva uscire prima dal lavoro per salire a Borgo e andarsi a comprare la tenda dei suoi sogni. Come tutti noi , lavorava per mangiare , lavorava per la famiglia , e lavorava per quell'innato desiderio di realizzare i propri sogni: una tenda, il poter acquistare un bar in paese per rimanere più vicino ai figli, poter vedere un suo disegno esposto da qualche parte…un giorno. Non possiamo dimenticare la sua passione per la pallavolo e il calcio di cui era allenatore e la sua passione per il Toro Non potremo mai dimenticare quella frase, nel video, che è stato proiettato alla sua sepoltura dove diceva ai suoi figli di sorridere sempre alle avversità della vita. Così quel giorno Yussara,Heddy e Loredana sorridevano , con tanto dolore all'interno, portando l'urna sua in Chiesa


MASSIMILIANO MANUELLO nel nostro caro mulino faceva il cilindrista, addetto ai laminatoi, le macchine che sminuzzano il chicco di grano e lo rendono farina. Siamo andati a trovarlo nel piccolo cimitero di Torre Mondovì avvolto in un silenzio quasi surreale, lontano dal rumore del laminatoio che sorvegliava di giorno o di notte per amore della sua famiglia che aveva voluto numerosa. E nel silenzio di Torre Mondovì non vi è posto per il rombo delle automobili a cui era appassionato e il concerto di cilindri della sua Titanic :una opel Manta Rossa. Non vi è posto per il dolce chiacchiericcio dei suoi bambini. Vi è solo il rumore di un fiume che per la sua famiglia, al tempo dell'alluvione fu fonte di un dramma altrettanto lacerante quale la scomparsa della nonna portata via dalla sua furia. Ora fluisce tranquillo come il sonno dei giusti.


ANTONIO CAVICCHIOLI stimato a Fossano per la sua intelligenza creativa e per i suoi sforzi, con il fratello, nello sperimentare costantemente accorgimenti tecnologicamente sempre più avanzati al servizio dell'arte molitoria, così come avevano fatto a loro tempo il nonno e il papà che come lui erano tecnici fin dal 1932. Si erano posti e si era da sempre posto l'obiettivo di collaborare fattivamente con i proprietari di molini per ovviare alle difficoltà che essi incontravano ed incontrano con l'ormai incalzante progresso tecnologico. Uomo solare Nello, esprimeva la sua voglia di libertà attraverso l'amore per il mare e la vela e per la passione allo sport non tralasciando mai l'amore per la famiglia.

Ecco chi erano i nostri compagni di lavoro: buoni cristiani e onesti cittadini

Ecco chi erano i nostri compagni di lavoro:erano artisti della vita, ed hanno usato i loro strumenti per esprimere l'inesprimibile.
Senza pennelli hanno dipinto a vividi coloro le nostre esistenze. Senza scalpellli e bulini hanno scolpito la magia del vivere.senza scale hanno creato musica per tutti e senza coreografia hanno intrecciato la danza per la vita. I loro strumenti sono stati il lavoro, la loro voglia di stare insieme alla gente , l'amore per la famiglia.
Le opere d'arte tangibili impallididiscono con il tempo, si distaccano in briciole dai muri. Ma una vita d'amore , no: una vita d'amore e per sempre. Essi non sono morti,non permettiamogli di morire perché finchè esiste qualcuno che li ama, essi rimarranno vivi. Il ricordo con la fede ci rende immortali. E in verità l'amore sopravvive perfino alla memoria.
Ed ora è altrettanto importante portare a conoscenza le esigenze delle famiglie che anche se già assistite dagli enti preposti dallo Stato hanno ancora bisogno dell'accompagnamento delle istituzioni quali la provincia, la regione , il comune e lo Stato stesso. E qui vorrei dire che molto è stato fatto dagli enti appena citati: dal Sindaco di Fossano, il Presidente della Giunta provinciale Onorevole Raffaele Costa che molte volte è venuto a Fossano a portare il suo conforto e l'assistenza della provincia nei confronti delle famiglie il presidente del Consiglio provinciale Dott.Giorgio Maria Bergesio , i consiglieri provinciali tutti in particolare il Dott.Elio Rostagno e chi ci rarappresenta a livello fossanese l'avvocato Anna Mantini e Gianfranco Dogliani il Consiglio regionale che senza badare a sciocchi colori politici da Toselli a Rostagno ha stanziato un fondo per le vittime sul lavoro retroattivo al 16 Luglio 2007. Con rammarico devo dire che la tragedia di Torino ha avuto un'eco maggiore di quella di Fossano così come la presenza fisica dello Stato Italiano soprattutto nei momenti più dolorosi della vicenda Nonostante l'argomento delle morti bianche sia molto caro al Presidente della Repubblica non un rappresentante del Parlamento o del Consiglio dei Ministri si è visto a Fossano. Tutto questo non è un rimprovero ma è un'appunto affinché tale mancanza possa essere recuperata e ci possa aiutare a far si che la giustizia e la verità trionfino in questa ed altre vicende.

Fino ad oggi sono stati distribuiti 11 mila euro alle famiglie superstiti sul
CC Intestato all'Associazione 16 Luglio 2007:per non dimenticare
con codice iban e IT 87 Q 0617046320000001517345
presso sede centrale della Cassa di Risparmio di Fossano, Via Roma 122.

    Alle Istituzioni abbiamo chiesto:
  • Dichiarare il 16 Luglio di ogni anno : giornata provinciale per le vittime sul Lavoro da celebrare a Fossano in ricordo delle vittime del Molino Cordero.
  • Sollecitare la Pubblica Amministrazione Fossanese così come fatto dall'Avv.Dott Anna Mantini che ringrazio, a dedicare una strada alle Vittime sul lavoro e a collocare all'incrocio fra via Torino ,Via S.Giuseppe e Via Salita Salice all'interno della rotonda stradale di prossima realizzazione una stele con inscritti i nomi delle cinque vittime del Molino Cordero.
  • Permettere alla nostra Associazione di far parte del comitato per la Sicurezza sul lavoro che la Provincia sta costituendo secondo le finalità statutarie della nostra Associazione
  • Istituire delle borse di studio per gli orfani delle Vittime del Molino Cordero.
  • Monitorare la ricollocazione dell'Azienda, appena potrà farlo , sul territorio dell'Itherland Fossanese
  • Monitorare in collaborazione con il comune di Fossano e la Regione Piemonte la riqualificazione dell'area su cui sorge il Mulino devastato legando un'eventuale destinazione ad uso residenziale ad un'impegno di ricollocazione dell'azienda nell'itherland fossanese essendo la Mulino Cordero un fiore all'occhiello dell'Industria molitoria Fossanese.
  • Chiedo al Consiglio regionale , all'Assesssore Migliasso e ai consiglieri Rostagno e Guida qui presenti di approvare al più presto il bilancio e il regolamento per l'erogazione di parte del finanziamento regionale sovracitato.
  • Istituire una commissione di vigilanza provinciale e regionale sulla tragedia.
  • Infine mi pare importante e doveroso un'appello al P.M Dott.Sanini a cui l'associazione vuole portare i sentimenti di massima stima e fiducia, al fine di poter definire in tempi brevi le eventuali responsabilità umane,tecniche che hanno determinato laagedia ben comprendendo la complessità dell'inchiesta

  •       Paolo Costamagna
              Presidente Associazione 16 Luglio 2007: per non dimenticare.